lunedì 22 maggio 2017

CITRUS RISOTTO





Il riso è il comfort food per eccellenza, scalda le serate invernali e l'anima . A me ricorda la bisnonna, me lo preparava sempre in brodo, e per lei era una coccola.

La varietà di riso che ho usato per questo piatto è l'Arborio. E' un riso superfino originario del Piemonte, adatto alla preparazione del risotto e dei risi asciutti. Come gli altri tipi di riso ha pochi grassi ed è privo di glutine.

Alcuni passaggi sono fondamentali per una buona riuscita: la tostatura e l'aggiunta del brodo, poco alla volta, per un risultato morbido e cremoso.

Io lo preferisco cremoso ma asciutto, non brodoso. Quello di oggi è un piatto semplice, non servono ingredienti particolari o costosi. Da tenere in considerazione quando non si riesce ad andare a fare la spesa.



Ingredienti per 4 persone:

Per il riso

1 / 1,5 lt di brodo vegetale
1 cucchiaio di olio di oliva ( io evo )
50 gr di burro
1 cipolla piccola finemente tritata
Zesta finemente grattugiata di 1 limone + il succo
2 spicchi d'aglio finemente tritati ( io piccoli )
Qualche rametto di dragoncello, finemente tritato ( facoltativo )
300 gr di riso Arborio
100 ml di vino bianco
sale marino e pepe nero macinato al momento

Per guarnire

1 cucchiaio di olio di oliva ( io evo )
2 peperoncini rossi affettai o finemente tritati
2 cucchiai di capperi
1 manciata di foglie di basilico spezzettate

Versare il brodo in una casseruola grande e scaldarlo ma non portarlo a bollore, fermarsi appena prima e mantenerlo a questa temperatura.
Scaldare l'olio e metà del burro in una padella capiente e dai bordi alti e dritti. Aggiungere la cipolla e cuocerla dolcemente finché non sarà morbida e traslucida. Unire l'aglio, la zesta del limone e il dragoncello ( se utilizzato ) e continuare a cuocere per un minuto,  ora aggiungere il riso. Quando il riso sarà completamente ricoperto di burro e olio ( diventerà lucido ), versare il vino. Alzare la fiamma e fare evaporare, regolare di sale e pepe, se volete. Versare metà del succo di limone e iniziare ad aggiungere il brodo caldo, un mestolo alla volta, mescolando dopo ogni aggiunta, finché non sarà incorporato. Quando la maggior parte del brodo sarà assorbito, se con un cucchiaio passiamo attraverso il riso, vedremo la base della padella pulita prima che il riso velocemente ci ricada sopra. A questo punto sarà al dente e cremoso. Incorporare il burro rimasto, assaggiare ed eventualmente aggiungere altro succo di limone. Per la guarnizione scaldare l'olio in un padellino, appena caldissimo, aggiungere il peperoncino e i capperi. Friggerli per qualche secondo, guarnire il risotto e spezzettare sopra foglie di basilico fresco.



Note dell'autrice

- E' un piatto vegetariano ma può esser servito da accompagnamento a gamberi o capesante alla griglia.

- Il limone esalta il sapore del riso senza coprirlo,  ma si può provare ad aggiungere il mandarino o sostituire il limone con il pompelmo e abbinare timo o rosmarino al posto del dragoncello.

Note personali

- Ho preparato brodo in abbondanza, tanto non si spreca, si può utilizzare per altro.

- La guarnizione è fondamentale, non ha solo una funzione estetica ma rende il piatto molto particolare ( come dice anche l'autrice ) lo vivacizza, aggiunge sapore.

- Non ho apportato alcuna modifica, non posso solo dire quanto brodo abbia utilizzato perché non ho misurato mentre lo aggiungevo man mano.

- Non ho aggiunto il dragoncello che era facoltativo, adoro l'abbinata basilico/limone.

Il piatto è perfetto così com'è non necessita di aggiunte o modifiche, a noi è piaciuto molto, si prepara velocemente e non necessita di ingredienti particolari. La ricetta è

PROMOSSA



venerdì 19 maggio 2017

MADELEINES



La Madeleines sono una di quelle piccole gioie culinarie che amo preparare: semplici, veloci e deliziose. L'autrice del libro del mese, Catherine Phipps, afferma che, la madeleines corretta, dovrebbe essere burrosa, leggera e leggermente fragrante. Fino a questo punto sono d'accordo con lei. Sono meno d'accordo quando scrive che, le aggiunte di miele, frutta secca e glasse varie, sono da evitare. Se l'aggiunta di altri ingredienti oltre a quelli della ricetta base è ben dosata, la variante riesce ed è una golosa alternativa alla ricetta classica, come quelle che avevo preparato qualche mese fa con una ricetta di Nigel Slater.
Vediamo com'è andata con la ricetta classica della Phipps

Madeleines
da Citrus, di Catherine Phipps


Ingredienti per 24 pezzi piccoli o 12 grandi

100 g di burro, più quello per gli stampi
100 g di zucchero super fine
2 uova
100 g di farina 00, più quella per spolverizzare
½ cucchiaino di baking powder
la scorza di un limone grattugiata finemente e il suo succo

Sciogliere il burro dolcemente poi mettere da parte e lasciar raffreddare fino a temperatura corporea. In una ciotola, sbattere le uova con lo zucchero finché non saranno ben amalgamate e leggermente schiumose e areate. Aggiungere gli altri ingredienti, sempre sbattendo il composto. Coprire la ciotola e mettere il composto in frigorifero per almeno un'ora o di più, se possibile. Questo passaggio in frigorifero, è quello che aiuterà la formazione della caratteristica gobba delle madeleines.
Quando sarete quasi pronti per infornare le madeleines, preriscaldare il forno a 180°C. Sciogliere un po' di burro e usarlo per imburrare gli stampi, poi spolverizzare con la farina, ed eliminare quella in eccesso capovolgendo gli stampi (avendo utilizzato stampi in silicone, io ho saltato questo passaggio). Versare una cucchiaiata di pastella - usando un cucchiaio da dessert - in ogni incavo dello stampo, facendo attenzione a non riempirlo troppo. Ciascun incavo dovrebbe essere riempito per due terzi. Infornare e cuocere per 8-10 minuti, finché le madeleines non saranno dorate e più scure lungo i bordi, e non sporgeranno leggermente dallo stampo.
Sfornare, sformare, e mettere a raffreddare su una gratella per dolci e provare a mangiarle entro un'ora.

Note personali

Veniamo alle note dolenti:
ho preparato diverse volte le madeleines, perché le amo molto, sono veloci e semplici da preparare, e poi, si prestano a parecchie varianti anche in versione salata, ma quelle dolci sono le mie preferite.
In tutte le ricette che ho provato, la pastella è composta da farina (anche farine diverse mischiate), burro e zucchero in parti uguali, più uova e aromi.
I "segreti" per ottenere la famosa gobba sono: il riposo della pastella in frigorifero prima della cottura, e la cottura ad alta temperatura, che in questa ricetta non è prevista. Il problema è proprio questo. Di norma, si infornano le madeleines a 220-230°C per i primi 4-5 minuti, poi si abbassa il forno a 180-190°C, e si prosegue la cottura per altri 4-5 minuti. E' lo shock termico che fa crescere la gobba alle madeleines e in questa ricetta non c'è...
Seguendo la ricetta della Phipps, ho infornato le madeleines a 180°C, e non ho ottenuto le famose gobbe, come potete vedere dalla foto qui sotto


Ho fatto un seconda infornata, portando il forno a 220°C, e le gobbe sono comparse, come si vede nella prima e nell'ultima foto del post.

Nel primo caso, otterrete dei buoni dolcetti, nel secondo delle deliziose Madeleines!




La ricetta è semplice e non particolarmente differente dalle altre che ho provato, nelle proporzioni tra gli ingredienti. Ma le indicazioni per la temperatura di cottura non sono, a mio parere e vista la prova sul campo, esatte. Non c'è la bocciatura perché il dolcetto è comunque buono.

Per questi motivi la ricetta è, purtroppo:

RIMANDATA





giovedì 18 maggio 2017

LEMON PIZZETTE



Le origini della pizza sono antiche e incerte, pare che già egizi, greci e romani preparassero qualcosa di simile. Nel 1889 il pizzaiolo napoletano Raffaele Esposito, invitato per preparare la pizza ai Savoia, crea la famosa pizza margherita, con pomodoro, mozzarella e basilico che riproducono i colori della bandiera italiana.

Quando parliamo di pizza ognuno ha le sue preferenze, c'è a chi piace la napoletana, la romana, quella al padellino ( tipica del torinese, cotta in un padellino rotondo di alluminio, alta e soffice, somiglia alla focaccia ), quella al trancio.

Io adoro la napoletana, senza troppi fronzoli, condita con pomodoro, mozzarella di bufala olio e basilico. Sono consapevole già in partenza che questa ricetta non produrrà una pizza napoletana, c'è anche più lievito di quanto sia abituata ad usare, ma anche di questo sono consapevole. Cercherò di dare il mio giudizio sul risultato finale, senza ricercare in questa, la mia pizza del cuore. Ogni tanto è bello anche cambiare.



Ingredienti per 12 pizzette piccole oppure 8 grandi

Impasto:

500 gr di farina bianca forte, più altra per spolverizzare
7 gr di lievito di birra secco
10 gr di sale
300 ml di acqua tiepida
2 cucchiai di olio ( io evo )

Per condire:

Mozzarella spezzettata
limone affettato molto sottile
Salsiccia al finocchio ( spellata )
Peperoncino secco in fiocchi
foglie di basilico fresco
olio d'oliva (io evo )

Per preparare l'impasto unire lievito secco e farina in una terrina capiente e poi aggiungere il sale. Versare acqua e olio gradatamente, fino a formare l'impasto, dopodiché rovesciare tutto su di una superficie infarinata e impastare fino a renderlo morbido, liscio ed elastico ( in alternativa si può mettere tutto nella ciotola della planetaria e impastare con il gancio a uncino). Mettere nuovamente l'impasto nella ciotola , coprire con un canovaccio umido o con pellicola trasparente ( senza PVC ) e lasciare che raddoppi di volume.

Per pizzette piccole ( 20 cm circa di diametro ) dividere l'impasto in 12 palline, se le volete fare più grandi ( 30 cm di diametro circa ) dividere in 8 ( a questo punto congelare l'impasto che non verrà cotto ).

Preriscaldare il forno al massimo con la pietra refrattaria o teglia forno all'interno. Stendere ogni panetto di pasta nella misura desiderata, cercando di allungarlo, fino a quando non tornerà più indietro. Metter sopra la mozzarella spezzetata.  Sbianchire le fettine di limone ( un paio per pizzetta ) in acqua bollente per un minuto circa, scolarle e tagliare ognuna in quattro. Distribuire le fettine sulla mozzarella e sbriciolare la salsiccia sopra. Spolverizzare con il peperoncino, distribuire le foglie di basilico e condire con poco olio.

Infornare le pizzette sulla refrattaria o teglia forno ( nel mio caso una alla volta ) e cuocere per 6/8 minuti. Servire subito, aggiungendo altro basilico fresco.

Variante vegetariana : sostituire la salsiccia con cuori di carciofo affettati sottilmente.


 Note :

- Io ho impastato tutto in planetaria senza alcun problema e usato una farina W330.

- La mozzarella l'ho affettata, spezzettata con le mani e fatta riposare 2 h in un colino perché  perdesse tutto il siero ( per evitare il laghetto sulla pizza ).

- Le fette di limone le ho sbollentate prima di stendere la pasta, bisogna avere gli ingredienti tutti pronti quando si condisce a pizza.

- Ora un pochino di calcoli...l'impasto finale pesa all'incirca 800 gr, se voglio ottenere 8 pizze grandi divido per 8 e ottengo 8 panielli da 100 gr. Con un paniello da 100 gr, per quanto sottile io lo stenda, non ottengo una pizza grande 30 cm di diametro, bensì 20 circa.

- Ogni pizza è stata stesa e farcita solo prima di essere infornata.

- Cuocendo a pizza sulla refrattaria in pochi minuti non colorisce sopra, ho dovuto accendere il grill e la prima è rimasta ovviamente asciutta perché ho prolungato la cottura. Non è specificato, l'autrice dice soltanto di accendere il forno al massimo, io pur sapendo che il grill andava acceso, ho fatto come da ricetta, perché dovevo provare per poi dare un giudizio. Per curiosità mia ho provato anche la cottura nel fornetto G3 Ferrari e cuoce benissimo ( tanto avevo 8 panielli a disposizione ).

- Ho avanzato 2 panielli che ho congelato e regalato a mia mamma, purtroppo sono ancora in attesa che li utilizzi e non posso dirvi come reggono il congelamento.

- La pizza cotta, che ho avanzato l'ho avvolta nella pellicola e messa in frigo. Il giorno dopo era quasi come appena fatta.


Senza qualche accorgimento il risultato finale non sarebbe stato quello in foto, la mozzarella avrebbe fatto il laghetto e la pizza non si sarebbe colorita sulla parte superiore.
 La cottura sulla refrattaria avviene portando al massimo la temperatura del forno con la pietra dentro, scaldando bene ancora per qualche minuto, poi posizionando la pietra più possibile vicino alle resistenze superiori. Si inforna e si lascia il grill acceso al massimo, in pochi minuti la pizza dovrebbe esser pronta. Io non posso sapere se il forno dell'autrice funziona allo stesso modo del mio, ma in foto la sua pizza era colorita, la mia sarebbe rimasta bianca se avessi seguito le sue indicazioni.

Pazienza se è più piccola del previsto, mio marito si è consolato mangiandone 2.

Scomodo sbianchire i limoni mentre si condisce la pizza. Dev'esser fatto prima.

 Il risultato finale è molto buono, l'abbinamento salsiccia al finocchio e limone è una delizia. Peccato, bastava davvero qualche precisazione in più sulla cottura per un ottimo risultato. La ricetta è

RIMANDATA



mercoledì 17 maggio 2017

ORANGE AND PISTACHIO CAKE

L'attrazione fatale per questa torta è scattata immediatamente quando, nella lettura degli ingredienti, non ho trovato alcun cenno di grassi. 
Niente burro né olio, né altro elemento similare. 
C'è un'interessante quantità di uova e di liquidi costituiti dalla purea di arance, la cui scorza è ricca di oli essenziali, che oltre a profumare in maniera straordinaria la torta, conferiscono un'estrema morbidezza. 
Alla lettura di sola farina di pistacchi poi, ho ceduto ogni riserva e mi sono lanciata nella preparazione.
L'autrice racconta che l'ispirazione per questa torta arriva da una ricetta di Claudia Roden, che ne dichiara l'origine Sefardita e che tradizionalmente vede la presenza di mandorle e limone. 
Dopo aver provato numerose varianti con diversi agrumi, Catherine Pipps sceglie questa come la sua favorita. 
Ingredienti per 12/16 
2 arance 
burro morbido per ungere
6 uova
225 g + 2 cucchiai di zucchero semolato (superfine)
250 g di pistacchio finemente tritato
1 cucchiaino di lievito in polvere
1 cucchiaio di acqua di fiori d'arancio

Per decorare
1 cucchiaio di zucchero semolato superfine
50 g di pistacchio tritato
1 manciata di petali di rosa essiccati

Per servire 
200 ml di panna densa
15 g di zucchero a velo
1 cucchiaino di acqua di fiori d'arancio. 

Mettete le arance in una casseruola e copritele con acqua bollente. Portatele nuovamente ad ebollizione e fate sobbollire per un paio di ore fino a che non siano tenere. Un ottimo modo per testare la cottura è riuscire a rompere la buccia con il taglio di un cucchiaio di legno. 
Alternativamente potete cuocere le arance in pentola a pressione. 
Scolate le arance e fatele raffreddare sotto acqua fredda oppure lasciatele che la temperatura scenda naturalmente. Non appena saranno tiepide al punto di poter maneggiarle, rompetele e rimuovete tutti i semi. Quindi frullate ogni cosa, le membrane bianche, il midollo centrale e tutto il resto, in un mixer o frullatore, fino ad ottenere una morbida purea. 
Preriscaldate il forno a 190°. 
Imburrate uno stampo a ceniera da 21/23 cm di diametro e foderatelo con carta da forno. 
Rompete le uova in una ciotola e montatele fino a che non saranno spumose, quindi aggiungete lo zucchero, i pistacchi tritati, il lievito in polvere e l'acqua di fiori d'arancio. 
Per ultimo aggiungete la purea di arance. 
Versate l'impasto nello stampo preparato. Cuocete in forno per 1h/1h20, in base allo stampo che sceglierete (uno stampo più piccolo darà un dolce più alto quindi sarà necessario più tempo).
Quando il dolce sarà pronto, lo stecchino dovrà uscire pulito. 
Lasciate raffreddare nello stampo per 15 minuti quindi trasferite la torta su una griglia.
Spolverate con lo zucchero semolato superfine e distribuite i pistacchi tritati ed i petali di rosa. 
Montate la panna con lo zucchero a velo fino ad ottenere delle onde morbide quindi aggiungete l'acqua di fiori d'arancio. Servite con le fette di torta. 
NOTE PERSONALI

  • Devo dire pochissimo su questa ricetta, se non che è spiegata molto bene e di estrema facilità di preparazione.  Per altro gli ingredienti sono pochissimi e facili da reperire, ma bisogna fare molta attenzione alla scelta delle arance, che devono essere rigorosamente non trattate visto l'uso che si fa della buccia. Non è indicato il peso delle stesse: le mie erano piccole arance siciliane molto succose del peso di c.ca 140 g ciascuna. 
  • Sui pistacchi non devo dire nulla: 250 g sono un piccolo tesoro quindi se volete investire e godere, comprateli buoni magari con il loro guscio e poi tostateli in casa e strofinateli in un canovaccio così da eliminare la pellicina. 
  • La mia unica perplessità se così si può dire, è la temperatura di cottura. Io ho utilizzato uno stampo di 22 cm per cui la mia torta è venuta abbastanza alta. Solo che dopo 1 ora a 190°, la superficie era già molto scurita e la cottura ancora indietro. A quel punto ho abbassato a 180° ed ho proseguito per altri 15 minuti. Si è cotta perfettamente e non è collassata, ma a mio avviso 180° è la temperatura corretta per un dolce dall'impasto così liquido, che ha necessità di tempo per cuocere bene al cuore e stabilizzarsi. 
  • All'assaggio è sorprendente: la consistenza umida e quasi cremosa. L'aroma di arancia è generoso ma non coprente e si sposa meravigliosamente con la dolce tostatura del pistacchio. L'aroma di fiori d'arancio conferisce una spinta aromatica interessante che non disturba, anzi, aggrazia l'insieme. Consiglio la consumazione il giorno successivo, quando gli aromi saranno tutti fusi armoniosamente. Si conserva morbidissima per 3/4 giorni, appena coperta con alluminio. 
  • Io l'ho molto amata, è un dolce elegante che stupisce e può garantirvi una bellissima figura per un te o anche un fine cena diverso. Ho omesso le rose essiccate perché non mi esaltano, in compenso ho abbondato con la panna. Inoltre, è naturalmente gluten free. 
  • Non posso che dire con soddisfazione
PROMOSSA! 

martedì 16 maggio 2017

LOBSTER SALAD WITH QUINOA, MANGO, AVOCADO AND CITRUS DRESSING


Le Prawn Salad, insalate di gamberoni, non sono certo una novità: sono molto diffuse e se ne trovano diverse versioni in rete, tutte più o meno simili e tutte invariabilmente accattivanti.

La versione che Catherine Phipps ci propone su Citrus è impreziosita da un crostaceo pregiato, aragosta o astice (in inglese entrambi i crostacei sono designati come lobster), e dalla presenza di due agrumi: l'aspro lime e la dolce arancia.

L'astice mi piace, l'aragosta un po' meno (è troppo dolce per i miei gusti), quindi ho scelto il primo e mi sono lasciata tentare da questa insalata esotica. Sono partita da due astici freschi, che ho lessato in abbondante acqua molto salata (30 g di sale per litro di acqua) come consiglia Nathan Outlaw, per ottenerne il massimo sapore.

Tutti gli ingredienti sono di facile reperibilità, a eccezione del peperoncino affumicato; avevo però dei chipotle secchi in casa (peperoncini Jalapeño affumicati), che ho potuto finalmente usare.

Riuniti tutti gli ingredienti, sabato mi sono data da fare per realizzare questa inssalata.
Tra parentesi in corsivo le mie note/variazioni.

INSALATA DI ASTICE CON QUINOA, MANGO, AVOCADO E CONDIMENTO AGLI AGRUMI
Da: Catherine Phipps - Citrus - Quadrille

15 g di burro o olio di oliva (io olio extravergine di oliva)
1 spicchio d'aglio schiacciato
1/2 cucchiaino di peperoncino affumicato in polvere
1/2 lime, succo e scorza grattugiata
2 astici (o aragoste) cotti, tritati grossolanamente
2 arance
1 grosso cuore di lattuga lavato e tagliato
100 g di quinoa cotta (circa 30 g cruda)
2 avocado tagliati a dadini
4 cipollotti tritati
1 mazzolino di coriandolo o prezzemolo (io prezzemolo)
1 mazzolino di basilico
Sale marino (io sale marino integrale di Mothia)

Per condire:

1/2 mango molto maturo, sbucciato e tagliato a dadini
1/2 lime, succo e scorza grattugiata
1 cm di zenzero fresco, sbucciato e grattugiato


Fondere il burro in padella, o scaldarvi l'olio.
Unire l'aglio e farlo saltare per 2 o 3 minuti, giusto il tempo di ammorbidirlo e smorzarne il sapore forte. Unire il peperoncino in polvere, il succo e la scorza del lime. Salare generosamente e mescolare bene per amalgamare. Togliere dal fuoco e aggiungere la polpa di astice, mescolando per rivestirla con il burro o l'olio aromatizzato. (io ho tolto lo spicchio d'aglio, che oramai mi sembrava inutile e che mi avrebbe dato fastidio se lo avessi trovato individualmente nell'insalata).

Pelare le arance al vivo su una ciotola per raccogliere tutto il succo, quindi spremere le membrane ed estrarre il succo anche dalla parte di polpa rimasta attaccata alla buccia, raccogliendolo sempre nella ciotola.

Sistemare gli spicchi di arancia e tutti gli altri ingredienti dell'insalata, compreso l'astice, in un piatto grande e versarvi sopra il burro/olio aromatizzato (il grasso è stato assorbito tutto dalla polpa dei 2 astici, ne è rimasta a malapena qualche goccia).

Mescolare gli ingredienti del condimento e salarli, quindi versarli a cucchiaiate sopra all'astice.

Servire immediatamente.


OSSERVAZIONI

Se c'è una cosa fondamentale in un'insalata, è il condimento: amalgama i sapori, lega tra loro gli ingredienti e facilita la masticazione delle foglie, altrimenti asciutte. Il termine inglese che lo definisce è dressing, di solito una salsina untuosa che avvolge tutti gli ingredienti.
In questa ricetta come vedete, abbiamo solo 15 g di olio o burro fuso, nei quali viene brevemente fatto saltare il crostaceo. Nessun grasso è previsto per il dressing, che più che una salsina somiglia a una macedonia lillipuziana.
La sensazione che si prova quindi quando si mangia questa insalata, non è dissimile da quella che probabilmente provano le capre quando brucano l'erba: l'insalata è asciutta, gli ingredienti sono slegati e i loro sapori hanno l'aria di non avere nulla a che fare gli uni con gli altri.

Ma c'è di peggio della mancanza di grassi nel dressing, ed è il peperoncino affumicato, aggiunto al grasso dove viene insaporito l'astice. L'astice era il tocco personale della Phipps per impreziosire questa insalata. ma il peperoncino affumicato ne copre completamente il gusto delicato: tanto valeva usare i più insapori gamberetti, allora!

L'autrice inoltre si dà un gran da fare per farci raccogliere tutto il succo dell'arancia, si raccomanda che non ne vada perduta neppure una goccia, ma poi non ci dice che farne. In assenza di indicazioni, non l'ho aggiunto all'insalata: non avrebbe modificato di una virgola la sua asciuttezza, visto che si sarebbe immediatamente depositato sul fondo del piatto.

Solo dopo averla mangiata tutta ho capito come si sarebbe potuto rimediare, creando un dressing degno di questo nome: frullando l'avocado con i succhi di lime e arancia. Allora sì che avrei ottenuto una salsina da usare davvero come condimento, aromatizzata con lo zenzero e la scorza del lime, non avrei sprecato il succo d'arancia e i vari ingredienti sarebbero stati legati tra loro.

Insomma, l'insalata è asciutta, con sapori slegati, sui quali sovrasta l'affumicato del peperoncino. L'astice è irrimediabilmente rovinato dal peperoncino affumicato e non riesco a capire quale sia la funzione della quinoa. Un grosso PERCHÉ? mi aleggiava sulla testa, mentre masticavo laboriosamente questa deludentissima preparazione.

Tecnicamente la ricetta è riuscita: come può non riuscire un'insalata? Il piatto però a mio avviso è un costoso fallimento dal punto di vista del gusto, pertanto per me è sonoramente (e con molto dispiacere, non ultimo quello del portafoglio)

BOCCIATA

lunedì 15 maggio 2017

ORANGE, MELON AND GINGER GAZPACHO




Zuppe, vellutate, parenti ed affini?
Piacciono tutte senza remore.
Se poi vanno servite fredde e non necessitano di alcuna cottura ancora meglio, visti i quarantacinque gradi del mio deserto in questo momento!
Un gazpacho che utilizzasse anche la frutta l'ho già assaggiato ed anche preparato, ma mai uno che non prevedesse pomodori per nulla.
Leggendo gli ingredienti ero certa che avrebbe incontrato i miei gusti e molto probabilmente quelli dei miei ospiti.
Di sesso femminile, sicuro.
Gli altri non so bene.
L'augusto consorte l'ha definito buono, ovviamente non è il suo genere, in piccole dosi.
E ha chiosato che è più un piatto per signorine.
Sarà, ma le signore presenti non si sono lamentate ;)




ORANGE, MELON AND GINGER GAZPACHO
per 4 porzioni

500 g circa di melone giallo
un grosso cetriolo sbucciato, tagliato per il lungo e privato dei semi
un pezzetto di zenzero fresco
un quarto di un peperone rosso tagliato grossolanamente
2 cipollotti, solo la parte bianca
succo e buccia finemente grattugiata di un lime
il succo di un'arancia oppure di due mandarini
mezzo cucchiaino di aceto bianco
sale

per servire
un piccolo mazzetto di menta, coriandolo, o basilico (solo le foglie)
50 ml di olio d'oliva
spicchi di lime

Mettere tutti gli ingredienti (tranne olio, erbe aromatiche e spicchi di lime) nel frullatore con un generoso pizzico di sale e far andare le lame, meglio se a scatti, finchè il tutto risulta omogeneo.
Versare quindi in un contenitore e far riposare in frigo fino al momento di servire.
Frullare quindi le erbe con l'olio ed un ulteriore generoso pizzico di sale quindi usare l'olio aromatico per condire con parsimonia il gazpacho, con qualche spicchio di lime di lato.


NOTE

- state pensando che questa è una non-ricetta: verissimo. Butti tutto nel frullatore e viene? Esattamente. Addirittura se nemmeno il tempo di riposo si vuole rispettare l'autrice suggerisce di utilizzare ingredienti ben freddi ed eventualmente unire uno o due cubetti di ghiaccio. Non ho mai provato avendo, entrambe le volte in cui l'ho preparato, fatto con largo anticipo.


- un gazpacho con la frutta può essere un piatto ottimo o scadere nella famiglia dei frullati se non lo si condisce bene. Il sale si deve sentire,  così come avrei addirittura unito più aceto anche se in effetti è risultato fresco e delicato. Gli agrumi, specialmente il lime, assolutamente indispensabili per conferire freschezza e rendere il piatto meno banale.

- l'autrice dice che basta per quattro porzioni. Verissimo, ma in dosi molto generose. Essendo più uno starter che un piatto principale qui è stato servito con più moderazione.

- semplicissimo, sapore molto buono, fresco ed adatto alla bella stagione che sta arrivando da voi ed a quella perenne da me. E' quindi

PROMOSSA




domenica 14 maggio 2017

SAVOURY PANCAKES WITH SAUSAGE


Riceviamo e come sempre volentieri pubblichiamo un nuovo contributo per il Redone del mese da parte della nostra lettrice Veronica R.

 Ho comprato Chicken & Egg prima ancora che finisse il mese di "prova" perché già dalle prime ricette mi sono innamorata di questo libro, ci sono tantissime ricette interessanti ma la foto di questi pancakes mi ha attratta subito, non è il mio primo esperimento con i pancakes salati ma non ho mai trovato una ricetta soddisfacente. Vediamo se gli Hairy Bikers mi stupiranno.

Savoury pancakes with sausage
Ingredienti per 8 pancakes

500 gr di salsiccia (privata del budello)
450 gr di farina autolievitante
1 cucchiaino di lievito istantaneo (io ho usato quello per torte salate)
un pizzico di sale
3 uova grandi separate
600 ml di latticello
50 gr di burro fuso, più quello per ungere la padella
Sciroppo d'acero per servire

 Mettere la salsiccia (io ho tolto il budello anche se non viene indicato) in una padella e sgranarla con un cucchiaio di legno, friggerla mescolando spesso fino a che non è brunita e ben cotta.
Eliminare il grasso in eccesso e mettere da parte, io l'ho messa in un piatto con una foglio di carta assorbente.
In una ciotola capiente versare la farina, il lievito e il sale. Mescolare brevemente e rimuovere gli eventuali grumi, quindi disporre la farina a fontana e fare un buco al centro. Mescolare i tuorli con il latticello e aggiungere il burro fuso. In una ciotola a parte montare a neve gli albumi.
Mettere il composto di latticello negli ingredienti secchi e mescolare bene. Unire quindi un cucchiaio di albume montato per ammorbidire l'impasto e successivamente il resto dell'albume avendo cura di non smontare il composto.
Scaldare una padella da 20 cm di diametro su fuoco medio e sciogliere un po' di burro sulla base. Mettere un mestolo e mezzo di impasto nella padella e spandere con il mestolo per coprire tutta la superficie della padella. Spargere due cucchiai di salsiccia sul pancake. Il pancake lieviterà attorno alla salsiccia mentre si cuoce.
Quando il pancake si è scurito nella parte inferiore girare velocemente e fare cuocere per un altro minuto, mantenere al caldo e continuare fino ad esaurimento dell'impasto.
Servire con abbondante sciroppo d'acero.

NOTE

- Il pancake è pronto per essere girato quando compaiono delle bolle sulla superficie, consiglio inoltre di ungere la padella fra la cottura di un pancakes e l'altro.

- Per la mia padella da 20 cm un mestolo e mezzo di impasto era eccessivo, dal secondo pancake ho usato un mestolo solo

- La farina autolievitante e gli albumi montati a neve rendono questi pancakes leggeri e soffici, userò gli stessi ingredienti, aggiungendo lo zucchero, per i pancakes dolci

- Gli autori consigliano di provare questi pancakes per un brunch, io li ho serviti per una cena veloce con un'insalata ed erano perfetti

- Non omettete lo sciroppo d'acero!

La ricetta è ben spiegata,  precisa e dettagliata, il risultato sopra le aspettative quindi è assolutamente

PROMOSSA

Veronica R.


venerdì 12 maggio 2017

CITRUS BUTTER BISCUITS



Mi sono soffermata su questi biscotti perché mi piaceva l'idea di un dolcetto da preparare in fretta e da poter avere sempre a portata di mano ( se congelato ). Cambiando l'agrume o il mix possiamo anche ottenere biscotti dall'aroma diverso.

Non so se capita solo a me, ma la sera dopo cena ho voglia di qualcosa di dolce. Spesso resisto, a volte mi concedo un quadratino di cioccolato fondente. Quando invece cuocio i biscotti la sera e il profumino invade tutta la casa....cedo e uno lo assaggio.. giusto per vedere com'è venuto. Si vabbè voglio convincermi che sia quello il motivo.



Ingredienti per circa 48 biscotti:

200 gr di burro morbido
200 gr di zucchero zefiro super fino di canna + extra da spolverizzare sopra dopo la cottura
zeste finemente grattugiate di 2 agrumi piccoli o uno grande
2 uova
500 gr di farina
zeste di agrumi candite e finemente tritate ( facoltative )


Mettere il burro nella ciotola della planetaria ( o terrina capiente se usate uno sbattitore elettrico ). Unire lo zucchero e sbattere fino a quando la massa non diventerà chiara e soffice. Aggiungere le zeste grattugiate e sbattere per un altro minuto.

Aggiungere, sbattendo, le uova, uno alla volta, e 2 cucchiai di farina tra un uovo e l'altro, per evitare che il composto si separi. A questo punto, quando le uova saranno amalgamate, unire il resto della farina. Non lavorare troppo l'impasto o diventerà troppo compatto. Se usate anche le zeste candite aggiungetele a questo punto.

Rotolare l'impasto ottenuto sul piano di lavoro e formare 4 grossi tronchi, del diametro di 5 o 6 cm.
Avvolgere ogni tronco nella pellicola per alimenti ( senza PVC ) e mettere in frigo fino al momento di cuocere i biscotti ( 2 ore minimo ).

Quando sarete pronti per cuocere i biscotti preriscaldate il forno a 180°C, prendete ogni tronchetto e
tagliate delle fette spesse 0,5 cm. Da ognuno dovrete ottenere circa 12 fette, cioè 12 biscotti che disporrete, ben distanziati, su una teglia ricoperta con carta forno. Cuocere per 10/12 minuti finché non avranno i bordi marrone dorato chiarissimo ( appena coloriti ). Sfornare, trasferire su una griglia raffredda torte, e spolverizzare subito con lo zucchero.




Note dell'autrice:

- L'impasto dei biscotti può esser congelato : far raffreddare bene i tronchetti, affettarli e far congelare i biscotti ottenuti ( ben distesi e separati ). Dopodiché trasferirli in un sacchetto adatto al freezer. Se li cuocete da congelati impiegheranno dai 18 ai 20 minuti circa.

- Per questi biscotti il suo aroma preferito è il mandarino ma si può utilizzare qualsiasi agrume o un mix di agrumi.


Note personali:

- Io, non avendo trovato mandarini bio, ho usato un mix di scorza di arancia e limone ( ovviamente bio ).

- Non ho usato zeste di agrumi candite ( i canditi non sono ben visti in famiglia ).

- Nel mio forno ci è voluto un pochino di più per cuocerli .

Tempi di riposo a parte, questi biscotti sono veramente veloci da preparare, non bisogna stendere l'impasto, tagliare con le formine, o peggio ancora formarli con la sac à poche. Basta solo tagliare il rotolo e infornare. Il procedimento è ben spiegato e i biscotti riescono subito. La ricetta è

PROMOSSA


giovedì 11 maggio 2017

HONEY BEARS






Mio marito sarebbe capace di mangiare quantità incredibili di orsetti gommosi, ma la maggior parte di quelli che si trovano in commercio, contengono coloranti e conservanti artificiali.. insomma, non sono certo il cibo più sano che ci sia! Non avevo mai pensato di prepararli in casa, ma l'occasione è arrivata sfogliando Citrus, il libro del mese. E poi, anche la piccolina di casa ha gradito la mia scelta.

La ricetta è alla portata di tutti perché è semplice e veloce. L'autrice consiglia di utilizzare la gelatina in fogli piuttosto che quella in polvere (che comunque non è molto diffusa in Italia) perché la prima si scioglie più facilmente e si rassoda più lentamente rispetto alla seconda, dettaglio importante in questa ricetta.

Honey Bears
da Citrus di Catherine Pipps


Ingredienti per 60 pezzi piccolo o 24 grandi

30 g di gelatina in fogli
60 ml di succo di limone, lime, arance amare, yuzu o pompelmo
50 g di miele non denso
la scorza finemente grattugiata di ½ limone o lime (non trattato)
un pizzico ciascuno di zenzero in polvere, cannella e curcuma (facoltativi)

Ammollare la gelatina in abbondante acqua fredda finché non si sarà ammorbidita.
Nel frattempo, mettere il succo di agrume, il miele, la scorza e le spezie, se le usate, in una casseruola. Scaldare su fuoco dolce finché il miele non sarà completamente liquido. Strizzare la gelatina e metterla nella casseruola. Si scioglierà velocemente, ma è meglio mescolare per qualche istante per essere sicuri che non rimangano grumi.
Travasare il liquido in un brocca dotata di beccuccio per versare molto sottile, oppure, meglio ancora, usate un pipetta. Lasciar solidificare. Quando gli orsetti non saranno più appiccicosi, toglierli dagli stampi e conservarli in un contenitore a chiusura ermetica. Dovrebbero risultare elastici e rimbalzare se lasciati cadere su di una superficie.


Varianti
Volendo, si possono utilizzare anche succhi più dolci - lo zucchero lavora meglio del miele - ma bisogna concentrare il sapore. Per preparare gli orsetti con le arance dolci, i mandarini o le clementine, ridurre 100 ml di succo fino a 45 ml. Aggiungere 15 ml di succo di limone e solo 30 g di zucchero. Far sobbollire tutto finché lo zucchero sarà sciolto, poi procedere come sopra.

Note personali

- ho ottenuto molti più pezzi rispetto a quelli indicati nella ricetta, ma i miei miei stampi sono molto piccoli
- se proverete la ricetta vi consiglio di munirvi di pipetta o di essere molto veloci, perché verso la fine del riempimento degli stampi, il liquido tende ad addensarsi molto
- ho provato la ricetta due volte, perché la prima volta li ho regalati quasi tutti. La seconda volta ho usato meno gelatina (8 g in meno) perché non ne avevo più in casa e sono venuti bene comunque...
- vi consiglio di utilizzare un miele delicato o tenderà a coprire il gusto dell'agrume
- ho utilizzato anche le spezie e vi consiglio di farlo, ci stanno benissimo!
- trovo che sia una nota positiva indicare la quantità di gelatina in grammi, anziché in fogli, come spesso capita di trovare nelle ricette
- i vegetariani e/o i vegani potrebbe utilizzare l'agar-agar al posto della gelatina

Trovo che questa ricetta sia un'ottima idea per una festa con i bimbi, li farete felici. Ma farete felici anche gli adulti: garantito!

La ricetta è:

PROMOSSA


mercoledì 10 maggio 2017

MANDARIN CREME CARAMEL




Intitolarsi "Citrus" vuol dire automaticamente candidarsi a far parte degli innumerevoli libri di cucina di casa arabafelice.
Non è un mistero che gli agrumi mi piacciano da morire, che la bevanda preferita sia la limonata e che le torte con questi frutti battano per la sottoscritta qualunque dolce che sappia di cioccolato.
Da piccola la massima libidina era, quando mamma non vedeva, mettere un po' (forse anche più di un po', va') zucchero in un bicchiere e spremerci sopra del succo di limone a poco a poco, in modo solo da impregnarlo senza scioglierlo per poi mangiarlo a cucchiaiate.
Questo spiega molto, eh?
Scherzi a parte, la tragedia sta nel fatto che l'amore per gli agrumi non è condiviso dall'augusto consorte ai miei stessi livelli.
Quindi per tagliare la testa al toro inzio con quello che è da sempre il suo dolce preferito, il creme caramel, unito qui all'aroma del mandarino.




INGREDIENTI
per 6 porzioni

per il caramello
100 g di zucchero semolato super fino tipo Zefiro

per i dolci
500 ml di latte intero
2 uova intere e 2 tuorli
la buccia finemente grattugiata di due mandarini
un pizzico di semi di anice (facoltativo)
100 g di zucchero semolato super fino


Imburrare leggermente sei stampini da creme caramel o sei piccole pirofile da forno, poco profonde.
Mettere il latte in un pentolino con la buccia di mandarino e, se si usano, i semi di anice.
Portare quasi ad ebollizione quindi spegnere il fuoco e lasciare a riposare.
Preparare quindi il caramello: spargere in modo uniforme lo zucchero in un pentolino e coprirlo con tanta acqua quanta ne basta a coprirlo appena. Mettere su fuoco medio e far cuocere finchè il caramello sarà di un colore ambrato.
E' possibile girare il pentolino ogni tanto per aiutare lo zucchero a sciogliersi ma resistere alla tentazione di mescolare.
Togliere dal fuoco ed immediatamente, lavorando velocemente, dividere il caramello tra gli stampini preparati.
Preriscaldare il forno a 150 gradi.
Mescolare le uova ed i tuorli con lo zucchero giusto quel che basta per amalgamare, senza montare, evitando che diventino una mousse.
Filtrare il latte ed unirlo al composto di uova, sempre girando delicatamente, senza montare.
Lasciar riposare intanto che il caramello rapprende, circa 15-20 minuti.
Se dopo questo tempo il composto presentasse ancora della schiuma in superficie eliminarla con delicatezza.
Versare il composto negli stampini sul caramello e coprire ogni stampino con alluminio.
Mettere gli stampini in una teglia a bordi alti e versare nella teglia dell'acqua bollente che arrivi a circa metà altezza degli stampini stessi.
Cuocere in forno caldo per 15 minuti, quindi eliminare l'alluminio e cuocere altri 15 minuti o comunque finchè le creme sono cotte ma ancora conservano un tremolio al centro.
Togliere gli stampini dalla teglia e farli raffreddare a temperatura ambiente, quindi coprirli e metterli in frigorifero.
Prima di servirli passare una lama piatta tra i dolci ed il bordo dei contenitori quindi capovolgerli sui piatti di servizio. Il caramello colerà attorno ai dolci e formare un piccolo lago alla base.


NOTE

- la ricetta è ben spiegata e precisa al millilitro. Con queste dosi vengono esattamente sei stampini di quelli di alluminio usa e getta. Le indicazioni sono accurata, dato che l'autrice si prende il tempo di spiegare il fatto che i creme caramel non vanno montati troppo o faranno le bolle dopo la cottura.
Meno bene forse è spiegato il caramello, se proprio devo mettermi nei panni di chi non l'abbia mai fatto: il fuoco medio indicato è, per un novizio, pericolo di disastro se non si tiene il tutto attentamente sotto controllo.

-  la cottura a 150 gradi. Allora, lo so che questa temperatura è quella indicata da tutti i cuochi che seguo compresi i non cuochi come Nigella Lawson e Martha Stewart. Ebbene nel mio forno questi dolci a 150 gradi non si cuociono nemmeno a pregarli in cinese, quindi ho alzato a 160 come d'abitudine. L'autrice stessa indica però più che il tempo, la consistenza che si deve raggiungere.

- vivendo come sapete nel mezzo del nulla, la mia visita settimanale al supermercato ha l'aspetto di una lotteria: quello che trovo, trovo. Al prezzo che trovo, e no, non è che nei Paesi arabi si mercanteggi a meno che non siate nei souq. Quindi questi usati sono mandarini bio marocchini, e speriamo sia vero...comunque sia non è che fossero eccezionali, ma sono riusciti comunque a regalare l'aroma desiderato al dolce.

- dunque, la ricetta viene ed è buona. L'aroma di mandarino delicato ed un cambiamento dal solito aroma limone che uso nella ricetta di famiglia. E' quindi

PROMOSSA






martedì 9 maggio 2017

LINGUINE WITH LEMON AND ASPARAGUS



Asparagi e limone richiamano alla mente la primavera, quella primavera che, almeno dalle mie parti,  non vuol saperne di arrivare. Primo maggio sotto la pioggia, freddo che nemmeno a marzo ho patito così... e pensare che quest'anno non ho ancora fatto il cambio di stagione. Di solito, quando iniziano le belle giornate, metto via tutte le cose invernali. Fortunatamente non l'ho fatto, dopo tanti anni ho imparato che appena faccio il cambio, il tempo peggiora e inizia a piovere. Meglio tardi che mai.
La mia voglia di primavera la posso quindi, per il momento, soddisfare solo in cucina. Per questo primo piatto servono pochi ingredienti, ma per una buona riuscita è importante che siano di qualità.

Gli asparagi sono poveri di sodio e ricchi di altri sali minerali e vitamina C, hanno proprietà diuretiche e depurative, quindi un motivo in più per sceglierli per questo primo piatto fresco e sfizioso. Di solito li compro belli ciccioni perché sono più teneri, ma di medie dimensioni sono più fotogenici.

Ingredienti per 4 persone:

250 gr di linguine ( o spaghetti )
300 gr di asparagi ( privati della parte finale del gambo, dura )
olio di oliva per grigliare gli asparagi
30 gr di burro
zesta grattugiata e succo di un limone grande
4 tuorli
50 gr di formaggio a pasta dura come il parmigiano, ma si può utilizzare anche il pecorino ( per i vegetariani è facilmente reperibile un'alternativa senza caglio )
sale marino e pepe nero macinato al momento


Portare a bollore una pentola d'acqua abbastanza capiente da contenere la pasta e salare generosamente ( io non abbondo mai con il sale ). Aggiungere le linguine e cuocere al dente. Scolare e conservare una tazza di acqua di cottura della pasta.

Nel mentre scaldare una griglia, dovrà essere così calda da percepire il calore con la mano a breve distanza ( io ho usato un pezzetto di asparago per testare la temperatura..più pratico ). Lavare gli asparagi, eliminare l'acqua in eccesso, appoggiarli sulla griglia bollente. Spennellarli con poco olio e grigliarli 3 o 4 minuti per parte. Togliere dal fuoco e tagliare ogni asparago a metà in diagonale.

Nella pentola di cottura della pasta sciogliere il burro e aggiungere la zesta di limone grattugiata. Abbassare la fiamma al minimo e aggiungere, mescolando, il succo di limone ed i tuorli, fino ad ottenere un'emulsione. Versare parte dell'acqua della pasta tenuta da parte, un cucchiaio alla volta, fino ad ottenere la consistenza della panna fresca, liscia come seta e non allappante.

Aggiungere la pasta e gli asparagi. Amalgamare il tutto con la salsa.

Servire con abbondante pepe nero macinato al momento ed il formaggio a scaglie distribuito in cima.

Note:

- Mio marito è una buona forchetta, ma 250 gr di pasta per 4 persone sono pochini, questo l'unico appunto che devo fare. Per farlo mangiare decentemente gli ho ceduto parte della mia porzione.

- Per comodità mia ho usato un saltapasta per preparare la salsa, per poter esser pronta quando la pasta andava scolata, e l'ho versarta subito dentro ( il secondo motivo è che con la pentola di cottura della pasta, alta, non arrivavo bene al fondo a rimestare i tuorli ).

- Il parmigiano l'ho affettato col pelapatate.

Il piatto è semplice, fresco e primaverile, riesce al primo colpo, bisogna solo fare attenzione a moderare il calore durante la preparazione della salsa di tuorli. La ricetta è

PROMOSSA

lunedì 8 maggio 2017

LO STARBOOK DI MAGGIO 2017 E'....


Citrus- 150 Recipes that celebrate the sour and the sweet, di Catherine Phipps

Chi e' costei? vi chiederete voi
Non lo sappiamo, risponderemo noi. (*)
Perche' davvero questo libro ha significato per noi un ritorno al passato, a quella felice epoca degli acquisti alla cieca, senza che ci fossero nomi famosi da ossequiare o curiosita' mediatiche da placare. Il titolo (Agrumi, in italiano), la copertina, le 150 ricette che promettono di spaziare fra i due gusti piu'estremi e una scorsa veloce all'indice in fondo sono stati sufficienti per riaccendere quella insana bramosia di possesso che accomuna tutti i malati di libri come quelli che ogni mese si danno appuntamento su questo blog e per farci decidere per questo libro.
D'altronde, cosa c'e' di meglio che cucinare con gli agrumi? sono gli ingredienti piu' duttili, piu' versatili, piu' preziosi delle nostre cucine. Sono capaci  di tirar fuori il gusto piu' intenso di un ingrediente, di esaltarne il sapore, di smussare gli angoli, di combinare l'insieme, di "far cantare all'unisono tutte le singole parti di un piatto", per citare le parole dell'autrice. Sono anche artefici di tanti trucchi in cucina, che si tratti di cuocere o di ammorbidire o di dispiegare un unico aroma in variegate sfumature, come nessun altro ingrediente sa fare. Non a caso, gli agrumi sono da millenni i protagonisti di tutte le cucine del mondo, grazie anche alla miriade di varianti riconducibili a questa grande famiglia e alla solita intelligenza dell'uomo, che li ha trattati in mille modi, una volta compreso che questi prodotti potevano trasformarsi in suoi preziosi alleati: dalle scorze candite alle conserve sotto sale, dal succo usato per marinare a quello usato per insaporire, dal frutto intero, essiccato alle essenze, non c'e' ruolo che questi meravigliosi frutti non abbiano giocato, sempre in maniera impeccabile e preziosa.
Le 150 ricette del libro promettono proprio una panoramica sulla molteplicita' degli utilizzi degli agrumi nelle cucine del mondo: un progetto ambizioso, a cui la Phipps assicura di aver lavorato per anni- e non abbiamo ragione di dubitare, almeno fino a quando non passeremo alla prova piu' temuta, quella dei fornelli.
Stavolta, torniamo a lanciarci senza paracadute, a cominciare da domani mattina, per le prossime settimane, assieme alle tre Redoners che ci faranno compagnia per tutto il mese e che ci aiuteranno ad emettere il temutissimo verdetto finale :)
Andra' tutto bene- o resteremo con "l'acido" in bocca?
A domani, per la prima risposta!

(*) mentendo un po'... grazie alla mia mania di leggere i titoli di coda, ho visto ora che la Phipps e' stata la Food Director di Chicken and Eggs degli Hairy Bikers... ma quando abbiamo scelto il libro, ancora non lo sapevamo :)

sabato 6 maggio 2017

VIENNESE TARTLETS PER STARBOOK REDONE DI MAGGIO 2017






Riceivamo e volentieri pubblichiamo il contributo della nostra fedele lettrice senza blog, Elena C., fedele anche alla sua partecipazione allo Starbooks Redone!


Sono una amante della pasticceria, nonostante zucchero, burro e farina non siano gli ingredienti più salutari del mondo, non riesco a farne a meno. Uniti insieme in rigorosi passaggi, dosi e modalità permettono di creare meravigliosi piccoli capolavori che scaldano il cuore di chi li prepara e di chi li riceve in dono.
Ho acquistato il libro Delia's Cake nel novembre 2013, appena letto il titolo dello Starbooks del mese.
La prima ricetta provata sono state proprio le "Viennese Tartlets", leggevo i commenti entusiasti di chi li aveva provati e uno di questi mi colpì: riguardava la friabilitá di queste tortine, paragonate a quella dei canestrelli.
Ero curiosissima di provarle, i canestrelli sono i biscotti preferiti del mio compagno, quale miglior dolce da preparare e regalare?
 Purtroppo per me, si sono rivelate un flop clamoroso! Ancora oggi non mi spiego il motivo.
Qualche giorno fa un post di Facebook mi ha di nuovo convinta a provare e senza paura mi sono buttata.
 
 
Viennese Tartlets  da "Delia's Cake"

Per 12 tortine
175 gr di Burro morbido
60 gr di Zucchero a velo,  più quello per spolverare
1 cucchiaino di Estratto di vaniglia (io i semini di mezza bacca)
150 gr di Farina con lievito
40 gr Amido di mais
Marmellata di ciliegie o altra a piacere 4 cucchiai (io albicocche)



Mescolare il burro, lo zucchero a velo e la vaniglia con un cucchiaio di legno fino a formare un composto morbido e cremoso. Aggiungere la farina e la maizena setacciate fino a avere un composto morbido e compatto. Mettere un cucchiaio di impasto circa in 12 pirottini da muffin.
Con il dorso inumidito di un cucchiaino, fare una conca nel centro delle tortine spingendosi in basso per circa due terzi. Mettere le tortine in forno preriscaldato a 180°C per 20 minuti o fino a doratura ( al centro rimarranno morbidi). Togliere dal forno e far raffreddare su una griglia per 15 minuti.
Passati i 15 minuti riempire con un cucchiaino di marmellata il centro della tortina e spolverare di zucchero a velo.
 
 
NOTE
Non so per quale assurdo motivo, la prima volta che ho provato a fare queste tortine è stato un flop clamoroso, una vera e propria ciofeca!

L'unico motivo che mi viene in mente è l'aver usato la planetaria invece dell'olio di gomito forse lavorando troppo l'impasto.

Complice un post su facebook di AleOnly Kitchen, ho scelto di riprovare a prepararle e ne sono veramente contenta.

Sono meravigliosamente friabili e si preparano in un attimo, giusto il tempo di riscaldare il forno. Ricordatevi di tirare fuori il burro dal frigorifero un po' prima e non avrete alcuna difficoltà ad amalgamare gli ingredienti in modo corretto. I tempi di cottura sono risultati perfetti, così come le.dosi (12 tortine esatte). Sono azzeccati anche i tempi dello "spazzolamento", non hanno superato le 24 ore!

La ricetta è PROMOSSA a pieni voti.

Un enorme grazie a Voi per avermi spronato a riprovare e ai nipotini Francesco e Alessandro che hanno creato un meraviglioso capolavoro su cui fotografare questi dolcetti.

Elena C.

mercoledì 3 maggio 2017

STARBOOKS REDONE DI MAGGIO 2017



Ed anche questo mese vi aspettiamo con le vostre ricette per lo Starbooks Redone!
Il regolamento per partecipare lo potete trovare qui, e vi chiediamo di leggerlo fino in fondo ;)
Le ricette e i libri a cui attingere sono davvero tanti e ce n'è per tutti i gusti!

Tra pochi giorni vi sveleremo il libro che abbiamo scelto per lo Starbooks di Maggio.

Potete postare le ricette, complete di banner e di link a questo post, a partire da oggi fino al 24 Maggio compreso. Lasciate il link del vostro post nei commenti qui sotto.

Non avete un blog? Potete partecipare comunque, basta inviare una mail, con il testo ed una foto, al nostro indirizzo email: lostarbook@gmail.com

Gli autori dei post delle prime tre ricette classificate, parteciperanno come Redoner, esattamente come sta succedento questo mese a Manuela, Elena e Criss.
La prima classificata riceverà anche il piccolo omaggio di un gadget firmato Starbooks.
Vi aspettiamo numerosi e...ci vediamo lunedì 8 con il nuovo libro!

PARTECIPANTI 

Elena C., Viennese Tartlets (via email)
Veronica R, Savoury Pancakes with Sausage (via email)

venerdì 28 aprile 2017

CHICKEN & EGG: TIRIAMO LE SOMME?


C'erano una volta gli autori che facevano fremere di attesa i lettori, fra un loro libro e un altro. 
Ci sono ancora, sia chiaro: ma i ritmi incalzanti di un'editoria sempre piu' incline ad assecondare il mercato piuttosto che l'ispirazione tendono a far scemare certe passioni, a far intiepidire certi innamoramenti, quasi che dopo le scintille del primo incontro ci si assestasse via via in una tranquilla routine, da matrimonio solido, senza grandi sorprese. 
Questa, ad essere sinceri, era la paura che avevamo avuto tutte, alla vigilia della scorsa "operazione Starbooks". Perche' gli Hairy Bikers che ci avevano fatto innamorare con Perfect Pies potevano forse non essere piu' gli stessi, una volta che il successo mediatico li aveva condannati a produzioni seriali, in libreria come in TV. 
Ebbene, niente di piu' falso. 
Perche', al pari dei loro programmi televisivi, neppure i loro libri hanno perso la qualita' che da sempre e' il marchio di fabbrica della Premiata Ditta King- Meyers, a dispetto di quanto sopra, anzi: se proprio vogliamo dirla tutta, Chicken and Eggs fa tesoro degli arricchimenti di questi anni, dei giri gastronomici intorno al mondo, di un approccio sempre scanzonato ma piu' consapevole alla cucina ed anche alla nutrizione, in un susseguirsi di ricette nuove e di spunti sorprendenti. Aggiungiamoci anche una grafica meno old fashioned (forse un tantino leziosa, visti i personaggi), un impianto didattico rigoroso eppure divertente, la solita, generosa profusione di consigli e di trucchi ed ecco che avere anche questo libro sui nostri scaffali diventa una sorta di imperativo categorico a cui nessuna di noi e' stata incapace di resistere. 
E qualcosa ci dice che non saremo le sole...


Da oggi, lo Starbooks inizia una collaborazione con Giulia Clerici, di Ricette disegnate. Ogni mese, avremo una ricetta illustrata, tratta dal libro su cui si sta lavorando, raccontata dalle matite di Giulia che, siamo sicuri, rendera' ancora piu' piacevole mettervi ai fornelli assieme a noi, anche se virtualmente. Se volete conoscere meglio questa illustratrice, a questo link trovate una galleria delle sue opere: mentre se volete condividere la nostra esperienza allo Starbook, non dimenticate l'appuntamento con il Redone, magari gia' testando le ricette di Chicken and Eggs che, siamo sicure, rallegreranno lo stomaco e lo spirito. 
E noi ci vediamo a Maggio, con un'altra sorpresa!

giovedì 27 aprile 2017

STARBOOKS REDONE DI APRILE 2017: I VINCITORI!



Come ogni mese le vostre partecipazioni al Redone ci riempiono di gioia ed orgoglio: fa piacere vedere i libri che scegliamo venire utilizzati ed esaminati anche da voi lettori.
Per il mese di Maggio ne abbiamo, come sempre, uno nuovo e per ora vi sveliamo chi ci accompagnerà ed aiuterà con la disamina:


PRIMA CLASSIFICATA
Profumi e colori, Parmesan Cookies





SECONDA CLASSIFICATA
La mela stregata, Parker House Rolls


TERZA CLASSIFICATA

 
 
Chiediamo alla prima classificata di inviare una mail a: lostarbook@gmail.com con l'indirizzo a cui spedire il premio.
Ed a tutte, buon nuovo libro :)

mercoledì 26 aprile 2017

PORTUGUESE CUSTARD TARTS




Due cuochi e motociclisti inglesi, barbuti, capelloni e con due belle pancette: appena ho visto la copertina del libro di questo mese mi sono illuminata. Gli Hairy Bikers ti ispirano subito simpatia e finalmente ho avuto l’occasione di provare una delle loro ricette. Il cardine portante di questo libro si evince dal titolo: Chicken&Egg, pollo e uova. La prima cosa che ho pensato è stata la classica domanda “È venuto prima l’uovo o la gallina?”
Un libro veramente ricco di ricette, è stato molto difficile sceglierne una. Inizialmente volevo cimentarmi in un piatto salato, ma sfortunatamente ho avuto una disavventura con il pollo e per un po’ non me la sento di mangiarlo.
Quindi ho puntato sulle uova e alla fine mi sono decisa per queste tortine portoghesi apparentemente semplici. Andiamo a vedere com’è andata!

Ingredienti
250 ml di latte intero
una bacca di vaniglia aperta
un pezzo di scorza di arancia o di limone (io arancia)
35 g di farina
200 g di zucchero semolato
3 tuorli
burro qb
375 g di pasta sfoglia

Si inizia versando il latte in un pentolino con la vaniglia e la buccia di agrume in infusione; scaldate fino a quasi raggiungere il punto di ebollizione, togliete dal fuoco e fate raffreddare.
Togliete la vaniglia e l’arancia e versate un terzo del latte sulla farina, mescolando con una frusta fino a sciogliere tutti i grumi e ad avere una pastella liscia. Mettete il resto del latte nuovamente sul fuoco e portatelo quasi a ebollizione, poi versateci velocemente sopra la pastella e mescolate vigorosamente con la frusta. Una volta ben amalgamato coprite con una pellicola per evitare che si formi la pellicina.
Mettete in un altro pentolino lo zucchero con 100 ml di acqua e scaldate fino a quando lo zucchero si è sciolto; dovete tenerlo sempre sul fuoco, facendolo bollire piano piano,  fino a quando non diventa uno sciroppo. Secondo gli Hairy la giusta consistenza è quando se lo tocchi si forma un filo tra le tue dita.
A questo punto unite lo sciroppo ottenuto al composto di latte e mescolate bene. A parte sbattete un po’ i tuorli e mettete il composto di latte e zucchero in una colino e filtratelo. Versate il composto filtrato sui tuorli e datevi da fare con la frusta per incorporare bene il tutto. Mettete nuovamente la pellicola sulla crema e fate raffreddare.

Nel frattempo scaldate il forno a 250° e imburrate generosamente una teglia per muffin. Prendete la pasta sfoglia, srotolatela e togliete la carta, poi riarrotolatela stretta e tagliatela a rondelle. Posizionate ogni rondella in uno stampino e distendetela con le mani in modo da foderarlo completamente. Questo procedimento serve a ottenere diversi strati di sfoglia in cottura.
Versate la crema in ogni stampino riempiendolo quasi fino all’orlo e infornate per 15-20 minuti. Le tortine saranno pronte quando la pasta sfoglia sarà ben cotta e la crema leggermente brunita.

NOTE
Innanzitutto la ricetta è spiegata in modo eccellente per filo e per segno, anche se si dimenticano di specificare quando togliere dall’infusione la vaniglia e la scorza di agrume (cosa non così scontata per tutti).
La mia prima difficoltà è stata nel passaggio in cui si unisce la pastella al resto del latte caldo: anche se ho iniziato subito a mescolare con la frusta si sono formati dei grumi che purtroppo mi sono portata dietro per tutta la ricetta; quando sono arrivata alla parte del filtraggio sono riuscita per fortuna a ridurli considerevolmente.
Poi lo sciroppo di zucchero non mi si è addensato, è rimasto molto liquido e ho temuto di compromettere la riuscita della crema, ma per fortuna in cottura si è comunque addensata.
Come ultima nota le tortine non sono facilmente estraibili dagli stampini perché in cottura la crema straripa un po’ e diventa una super colla, forse sarebbe stato meglio foderare gli stampini con carta da forno.
Tutto sommato il risultato finale non mi è dispiaciuto, la crema alla fine si è addensata e di aspetto queste tortine fanno veramente voglia. Il sapore nel suo insieme non mi ha colpita particolarmente ma la ricetta è riuscita ed è quindi
                                                PROMOSSA

Valeria, I golosi itineranti